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“SIG SAHEL”: UNO STRUMENTO CHE AIUTA I PASTORI DEL SAHEL

Monitoraggio pastorale
“SIG Sahel” è un sistema di sorveglianza pastorale e di allerta precoce dei Paesi del Sahel occidentale. Fa parte di una più ampia iniziativa realizzata da diversi anni denominata “Azione contro la Fame”, volta a istituire strumenti di monitoraggio e analisi e meccanismi di risposta alle crisi alimentari e nutrizionali nel Sahel.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di migliorare la capacità dei pastori di rispondere a crisi climatiche e ambientali grazie a strumenti di monitoraggio e di raccolta dati in tempo reale. Dati che derivano da acquisizioni satellitari e che, integrati e arricchiti da indagini sul campo, forniscono informazioni sia quantitative che qualitative che coprono l’intera regione del Sahel occidentale.

Dati satellitari e analisi della biomassa
“Azione contro la Fame” valuta la produzione annuale di biomassa con analisi che si concentrano sulle aree pastorali e agropastorali del Sahel, consentendo agli operatori umanitari e zootecnici di anticipare e potenzialmente prevenire le crisi legate, ad esempio, alla siccità.
Lo strumento utilizzato, denominato “BioGenerator”, utilizza i dati satellitari del sistema Copernicus per analizzare la produzione di biomassa durante la stagione delle piogge e il rilievo di eventuali anomalie fino ad individuare le aree più vulnerabili alla siccità. I dati sulla produzione di biomassa vengono aggiornati ogni dieci giorni e sono accessibili per la visualizzazione e il download sulla piattaforma di mappatura interattiva GeoSahel.info.

La rete delle sentinelle pastorali
Esiste inoltre un sistema automatizzato, denominato “Rete delle Sentinelle Pastorali” che viene utilizzato per inviare settimanalmente un questionario agli addetti alla raccolta dati, noti come “sentinelle pastorali”. Le sentinelle pastorali rispondono al questionario utilizzando un semplice telefono cellulare. Ciò consente a questo sistema di monitoraggio di raccogliere moltissimi dati nelle aree rurali nonostante le risorse limitate. Questa rete opera in Burkina Faso, Mauritania, Niger e Senegal in collaborazione con i servizi zootecnici di ciascuno di questi Paesi. Dal 2020, inoltre, una partnership con Veterinari Senza Frontiere Belgio (VSF-B) ha permesso di condividere le informazioni raccolte dalle reti di del Burkina Faso e del Niger, aumentando così la copertura territoriale e la precisione delle informazioni.

Diffusione delle informazioni e sistemi di allerta
Tali informazioni riguardano le condizioni del bestiame, la disponibilità di pascoli e di risorse idriche, i prezzi di mercato del bestiame, gli spostamenti delle mandrie, la presenza di focolai di malattie, gli incendi boschivi e altri incidenti di varia natura. Infine, in alcuni Paesi è stata realizzata una collaborazione con un’altra rete di raccolta dati, la “Rete Billital Maroobé” (RBM), che è una delle più importanti associazioni pastorali del Sahel. Tutte le informazioni raccolte vengono sintetizzate in bollettini bimestrali in ciascun Paese interessato dal monitoraggio pastorale, e sono accessibili al portale SigSahel.info.

Di seguito sono riportate alcune mappe di un recente bollettino (fine agosto 2025).

Mappa 1: Anomalie della produzione di biomassa alla fine di agosto 2025
Mappa 2 – Produzione media annuale di biomassa vegetale (1999 – 2024)
Mappa 3 – Anomalie normalizzate della produzione di biomassa (fine agosto 2025)
Mappa 5 – Indice di vulnerabilità della biomassa a fine agosto 2025
Mappa 6 – Anomalie nelle precipitazione (maggio-agosto 2025)

Tra le voci consultabili, c’è quella relativa alle condizioni pastorali medie di ciascun anno – o periodo – in ciascuno Stato. Ad esempio, per il Niger il 2025 è stato un anno caratterizzato da una “stagione delle piogge favorevole allo sviluppo delle risorse pastorali. La produzione complessiva di biomassa è risultata in eccesso in tutte le aree pastorali. Si registrano perdite di bestiame dovute alle inondazioni causate dalle forti piogge. La mobilità del bestiame è stata interrotta dall’insicurezza, in particolare nelle regioni di Tillabéri, Tahoua nord-occidentale, Maradi meridionale e Diffa, e aggravata dai ricorrenti furti di bestiame. Il contesto economico è caratterizzato dal calo dei prezzi dei cereali e da condizioni di scambio sfavorevoli per gli allevatori”.

Il sito, consultabile alla pagina https://sigsahel.info, fornisce indicazioni dettagliate relative alla tutta la regione del Sahel occidentale e a ciascun Paese coinvolti: Senegal, Mali, Burkina Faso, Niger, Ciad, Mauritania e Costa d’Avorio.