Diplomazia Scientifica
CONTESTO GLOBALE E RUOLO DELLA DIPLOMAZIA SCIENTIFICA
Cambiamento climatico, sicurezza alimentare, salute globale, gestione dei dati e delle tecnologie: molte delle sfide che attraversano il nostro presente non rispettano confini nazionali e chiedono risposte fondate su evidenze, dialogo, negoziazione e cooperazione. All’interno di tale contesto, si colloca la diplomazia scientifica, definita come quell’ambito delle relazioni internazionali in cui scienza e politica estera si intrecciano.
OLTRE LA COOPERAZIONE
Il suo significato esula quindi dalla semplice realizzazione di progetti internazionali. Affonda le proprie radici nel riconoscere come la scienza, oltre a produrre conoscenza, possa diventare una leva per facilitare decisioni pubbliche e politiche estere, per aprire e mantenere canali di collaborazione anche in fasi di tensione, costruendo fiducia tra attori che hanno interessi diversi ma problemi comuni. Allo stesso tempo, la diplomazia può creare le condizioni fertili per la condivisione e co-costruzione di conoscenze, tramite accordi, programmi, mobilità, finanziamenti e cornici istituzionali che rendono possibile la cooperazione e ne aumentano la continuità. Da questa prospettiva, vengono comunemente definite tre dimensioni fondamentali:
- Science in diplomacy: competenze tecnico-scientifiche a supporto di decisioni e obiettivi di politica estera;
- Diplomacy for science: diplomazia come strumento per abilitare collaborazione e progetti scientifici internazionali;
- Science for diplomacy: cooperazione scientifica che contribuisce a migliorare relazioni tra Paesi.
Alla luce della pluralità dimensionale, propria della diplomazia scientifica, emerge una relazione di bidirezionalità tra scienza e diplomazia. Infatti, costituiscono rispettivamente degli strumenti in grado di facilitare, mediare e co-costruire il progresso scientifico (diplomazia), da una parte, e come supporto della politica estera (scienza), dall’altra. Tutto ciò spiega anche perché la rilevanza della diplomazia scientifica sia progressivamente aumentata. I grandi temi globali richiedono soluzioni coordinate, ma il mondo della governance è diventato più complesso: accanto agli Stati agiscono università, agenzie, organismi internazionali, imprese e società civile. La diplomazia scientifica, in questo senso, non è un’etichetta astratta: è un insieme di pratiche che prova a tradurre linguaggi diversi, quello della ricerca e quello delle istituzioni, e ad avvicinare tempi spesso incompatibili, come le tempistiche della ricerca scientifica e l’urgenza delle decisioni politiche.
IL CISAO E LA DIPLOMAZIA SCIENTIFICA
Per il CISAO, la diplomazia scientifica è soprattutto questo: costruire ponti. Valorizzare la mobilità, la ricerca e l’alta formazione come spazi di incontro, dove reti accademiche, cooperazione e sviluppo si rafforzano reciprocamente. In questa cornice si inseriscono anche i progetti che il CISAO sta seguendo: AEYA – Africa-Europe Youth Academy, orientato a rafforzare competenze di leadership giovanile applicate a iniziative di sviluppo sostenibile e a consolidare legami tra Africa ed Europa; e UNITAFRICA, che promuove cooperazione accademica, formazione e ricerca tra università italiane e africane, investendo su relazioni di lungo periodo tra istituzioni.
AEYA e UNITAFRICA mostrano, ciascuno a modo proprio, come la diplomazia scientifica possa trasformarsi in pratica: reti che si consolidano, competenze che circolano, nuove generazioni che acquisiscono strumenti per agire nei propri contesti e collaborazioni accademiche che diventano infrastrutture di lungo periodo.
Per il CISAO, investire in questi percorsi significa rafforzare un’idea di cooperazione fondata su scienza, formazione e partenariati equi, dove la produzione di conoscenza non è un fine in sé, ma una leva per costruire soluzioni, opportunità e dialogo.